Piante da esterno 

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Approfondiamo la coltivazione di alcune piante!

Lantana

lantana tropical

Queste perenni, o piccoli arbusti, non sono di difficile coltivazione durante la stagione vegetativa; prediligono posizioni molto luminose, anche soleggiate, e se poste in luogo buio o scarsamente soleggiato tendono a fiorire in modo contenuto. Possono sopportare brevi periodi di siccità, ma generalmente un lungo periodo sen acqua si traduce in pochi fiori e foglie appassite; quindi si posizionano al riparo del vento, che potrebbe asciugare eccessivamente il terreno, e si annaffiano regolarmente, ogni volta che il substrato tende ad asciugare.

 

Evitiamo però anche di lasciarle inzuppate di acqua, cosa che favorisce lo svilupparsi di marciumi radicali, muffe e funghi, che possono rovinare una lantana anche in breve tempo.

 

Da aprile a settembre, ogni 12-15 giorni, mescoliamo all’acqua delle annaffiature del concime per piante da fiore, che stimolerà una abbondante fioritura ed una vegetazione rigogliosa. All’arrivo dell’autunno, potiamo gli arbusti, accorciando di circa un terzo ogni ramo, in modo da favorire lo sviluppo di una pianta più densa e compatta. Se il clima lo permette, e si mantiene sempre abbastanza mite e umido, molte varietà di lantana mantengono il fogliame anche durante l’inverno.

Azalea

azalee

Le azalee appartengono al genere Rhododendron. I botanici hanno negli ultimi anni unificato le specie rendendosi conto del fatto che non esistono differenze sostanziali.

Alcuni distinguono i due generi contando il numero di stami o affidandosi alla differenza tra piante a foglia caduca o persistente.

 

Altri, invece, fanno notare che le azalee hanno foglie più appuntite e con piccoli peli mentre, osservando quelle dei rododendri, con una lente di ingrandimento, si possono notare delle piccole squame.

 

 

Ortensia

ortensie

Durante l'inverno le ortensie sono prive di fogliame, e sopportano senza problemi il gelo, anche se intenso e continuativo; in primavera cominciano a produrre i loro grossi germogli, se il clima non è naturalmente umido dovremo cominciare con le annaffiature, in modo da mantenere il terreno sempre umido e fresco; le annaffiature diverranno molto abbondanti e regolari con l'arrivo della bella stagione: in estate può essere necessario annaffiare la nostra ortensia ogni mattino e ogni sera. Spesso le piante tendono ad appassire, se il terreno è eccessivamente asciutto: la fornitura d'acqua le fa riprendere nel giro di una mezz'ora.

 

Da marzo a ottobre forniamo del concime per piante da fiore; se desideriamo che le nostre ortensie sfoggino un bel colore blu vivace dovremo fornire del concime per piante acidofile, e coltivare la nostra ortensia in terreno per piante acidofile. Se invece ci accontentiamo di godere dei fiori del colore che la natura vorrà donarci, possiamo utilizzare una buona terra da giardino, ben drenata e ricca, e concimare con del concime per comuni piante da fiore.

 

Spesso con il passare degli anni gli arbusti di ortensia tendono ad alzarsi eccessivamente, spogliandosi nella parte bassa, per evitare che questo avvenga in genere si interviene ogni anno, a fine inverno, asportando circa un quarto dell'apice di ogni ramo, in modo da favorire una vegetazione più compatta.

 

Ulivo

olivo

L’ulivo è una pianta mediterranea, che ben si adatta a vivere in gran parte d’Italia, soprattutto nelle zone che presentano inverni miti; sopporta molto bene il caldo e la siccità, anche se, negli uliveti gli stress idrici possono causare un abbassamento vistoso della produzione e dimensione dei frutti, con evidenti danni alla conseguente produzione di olio. Gli ulivi sopportano abbastanza bene anche il freddo, ma non tollerano temperature inferiori ai -7/-10°, soprattutto se si verificano per lunghi periodi di tempo. Si coltivano quindi in luoghi soleggiati, possibilmente con inverni non eccessivamente freddi, o comunque posti al riparo dai freddi venti di dicembre e gennaio. La produzione dei primi germogli avviene in genere a fine inverno, tra febbraio e marzo, appare quindi evidente che in zone con inverni molto rigidi la produzione di fiori e frutti sarà assai ridotta.

 

Gli ulivi producono un apparato radicale ampio, ma poco profondo, che in genere si ferma a circa un metro di profondità; non necessitano quindi di terreni eccessivamente profondi, e si sviluppano al meglio in terreni sassosi, abbastanza ricchi, ma molto ben drenati. Temono soprattutto i terreni compatti e pesanti, con ristagni idrici anche solo occasionali; in alcune zone d’Italia infatti gli ulivi non resistono all’inverno a causa dell’eccessiva umidità invernale. Alla messa a dimora si tende quindi ad arricchire il terreno con dello stallatico, e a renderlo più drenante aggiungendo sabbia, pietra pomice o ghiaia, in modo che il rischio di ristagni sia minimo.

 

Se viviamo in una zona con inverni decisamente molto rigidi, e con forte umidità, è consigliabile porre gli ulivi, durante i mesi invernali, in un luogo riparato dal freddo e dalle precipitazioni, coltivandoli quindi in vaso, o preparando una sorta di copertura sulla pianta. Nei mesi invernali gli ulivi sono in una fase di riposo vegetativo, e quindi non necessitano di annaffiature.

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